Vacanza nella natura a Mattinata

 

Immaginate di percorrere silenziosi sentieri ricoperti da un vellutato manto verde, chiusi in alto dalle prominenti cime di alberi secolari. Immaginate di poter sostare in un luogo fatato, avvolti dal fresco profumo della vegetazione boschiva e incantati dal cinguettio degli uccelli. Immaginate di vivere tutto questo, poco lontano da una splendida costa e il suo mare cristallino. Per poter provare un’esperienza simile e soddisfare così la vostra immaginazione, non dovrete far altro che visitare la Foresta Umbra, il rigoglioso cuore verde del Gargano. In questa magnifica riserva, situata a circa 830 metri d’altitudine all’interno del Parco Nazionale del Gargano, potrete esplorare una natura incontaminata ed un paesaggio tanto variegato quanto singolare, di cui Ungaretti celebrò il rigoglio, il colore e “l’idea che le stagioni si siano incantate in sull’ora di sera”.

Molteplici sono le varietà di piante e le specie di animali che popolano la Foresta Umbra. Per quanto riguarda gli alberi, sono presenti: faggi, cerri, querce, lecci, pini, abeti, tigli, aceri, olmi, castagni e peculiari tipologie di arbusti quali “Carpinus Betulus”, “Ostrya Carpinifolia”, “Acer Opalus”, “Tilla Cordata”, per citarne solo alcuni. Per dimensione e longevità rivestono una particolare importanza: lo “Zappino dello Scorzone”, un pino d’aleppo di circa 700 anni, il “Cerro di Vico”, di 400 anni e una circonferenza di 5 metri, e il “Patriarca della Foresta”, un faggio alto più di 40 metri. Il sottobosco inoltre è caratterizzato da una cospicua varietà di piante: pungitopo, biancospino, felci, funghi, ciclamini, viole e le meravigliose orchidee spontanee del Gargano, ammirate e conosciute in tutto il mondo. E’ facile immaginare quante altrettante specie di animali abitino questo bosco: caprioli, cinghiali, scoiattoli, daini, ricci, volpi, gatti selvatici, mufloni, picchi e rapaci, come il falco pellegrino, l’astore e il gufo reale. La foresta è percorsa da diversi sentieri naturalistici, praticabili a piedi o in bici, attraverso i quali è possibile esplorare la natura circostante e, presso il Museo Naturalistico della Foresta Umbra, ammirare da vicino la caratteristica fauna del Gargano.

Anticamente utilizzata soprattutto come risorsa per la produzione di legname e di carbone, oggi quest’area naturale è diventata un’importante meta di escursioni e visite guidate, organizzate dai diversi operatori locali. Grazie all’offerta d’interessanti percorsi didattici e di molteplici attività ricreative, destinate principalmente ai ragazzi, è possibile infatti scoprire le caratteristiche morfologiche del territorio, la classificazione delle varie specie di flora e fauna del Gargano e imparare in tal modo a rispettare l’ambiente, all’insegna del divertimento.

Per fortuna dal perimetro del parco non è stato tolto il cuore antico del Gargano, la Foresta Umbra. Un monumento della natura che dal mare sale fin oltre i mille metri e dove i giovani alberi vogliono seguire le orme dei loro patriarchi, vogliono farsi insegnare da questi come si fa a vivere per centinaia di anni. “Maestri di vita” possono essere lo Zeppino dello Scorzone, un pino d’Aleppo di 700 anni visibili nei pressi della strada tra Peschici e S. Menaio, o il Cerro di Vico, vecchio di 400 anni, che si può vedere ma non abbracciare (la sua circonferenza è infatti superiore ai 5 metri) davanti al Santuario francescano di Vico. Oppure il Colosso della Foresta, un faggio che vegeta nei pressi del laghetto di Cutino d’Umbra e che si innalza per più di 40 metri. Il promontorio dei primati: questo è, quindi, dal punto di vista naturalistico, il Gargano. La ricchezza floreale lo pone al primo posto in Europa e in tutto il mediterraneo: infatti qui sono state ritrovate ben 56 specie e moltissime varietà di orchidee spontanee. Il clima fresco fa si che il faggio cresca ad altezze straordinariamente basse per una zona con caratteristiche mediterranee (nella riserva Ischiatella e Carpino a circa 300 metri!!). E le faggete non sono stentate, ma sono tra le più belle d’Italia, con giganteschi esemplari alti e possenti. Non a caso la Foresta Umbra, fiore all’occhiello del parco, ha in questa specie il suo biglietto da visita. Il pino d’Aleppo forma invece boschi unici, senza eguali in Italia, di cui ne va segnalato uno, quello del Monte Barone, lungo la costa meridionale del promontorio. Sono poi probabilmente da primato i patriarchi arborei del parco, alcuni dei quali riportati nell’introduzione generale. Un altro record lo detiene il comune di Peschici, per avere più del 92% del suo territorio boscato.

Fonte: Mattinata.it