San Giovanni Rotondo

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Fondata nel 1095 sulle rovine di un villaggio risalente al IV secolo a. C., la città di San Giovanni Rotondo conobbe un periodo di grande fortuna durante il Basso Medioevo e sotto il Regno delle Due Sicilie. Della sua antica storia restano diverse e importanti testimonianze: alcune tombe ed un battistero circolare, consacrato a San Giovanni Battista, da cui prese il nome la città, la “Chiesa di San Leonardo Abate”, d’origine medioevale, la “Chiesa di Santa Caterina”, edificata nel 1176, la “Chiesa di San Donato”, che risale al 1292, la “Chiesa di San Giacomo Apostolo”, del 1304, la “Chiesa di Sant’Orsola”, risalente alla fine del Cinquecento, e la “Chiesa di Sant’Onofrio Anacoreta”, la cui costruzione è databile intorno alla prima metà del Duecento.

Tuttavia, il nome di San Giovanni Rotondo è strettamente legato a quello di San Pio da Pietralcina, il santo più venerato al mondo, al quale si deve la sua notorietà. Padre Pio, infatti, non soltanto promosse la costruzione dell’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” e della celebre ”Chiesa di Santa Maria delle Grazie”, che oggi conserva le spoglie del noto santo, ma contribuì con le sue opere ad accrescere il numero di fedeli e pellegrini che da oltre un secolo popola le strade di San Giovanni Rotondo.

Al santo è dedicata inoltre la “Chiesa di San Pio da Pietrelcina”, una monumentale costruzione, fortemente voluta dai frati del convento e commissionata al famoso architetto Renzo Piano. Sorta nel 1994, questa nuova chiesa ha una capacità di 7.000 posti a sedere ed oltre 30.000 posti nel grande sagrato. Diversi sono gli artisti di fama mondiale che hanno contribuito alla realizzazione di questa grande opera: Arnaldo Pomodoro, Domenico Palladino e Giuliano Vangi.

Durante la metà di Agosto, precisamente il 14 e 15 del mese, si svolgono le celebrazioni della Madonna dei Sette Veli: un suggestivo rituale che prevede l’allestimento del quadro dedicato alla Madonna in diverse abitazioni del centro storico. L’usanza contempla l’offerta, da parte delle spose, dei loro veli, di coperte di seta colorate e vasi di basilico.

Nel 1959, Padre Pio, con l’inaugurazione della chiesa “grande” di Santa Maria delle Grazie, bonariamente si rivolse ai suoi confratelli dicendo loro che avevano realizzato una “scatoletta di fiammiferi”. La nuova chiesa del pellegrinaggio commissionata a Renzo Piano, è stata la risposta dei frati alle necessità dei fedeli che ogni anno affollavano a milioni la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La costruzione della Chiesa, iniziata nel 1994, si è conclusa il 1° luglio 2004, dopo circa dieci anni dall’inizio dei lavori e dedicata a San Pio da Pietrelcina. La dedicazione della chiesa è stata celebrata dal vescovo di Mafredonia e San Giovanni Rotondo, Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, assistito da 7 diaconi e coadiuvato da circa 150 tra cardinali e vescovi e 500 preti. Uno spettacolo incredibile di gente che oltre ai chierici calcolava circa 20.000 persone. L’opera si sviluppa su una superficie di circa 9.200 mq. con una capacità di 7.000 posti a sedere, ma nelle grandi occasioni il grande sagrato può ospitare circa 30.000 fedeli. L’entrata della Chiesa è caratterizzata da una grande croce in pietra che racchiude in se un duplice significato: segno di travaglio, ma anche di vittoria. La Croce alta 40 metri è composta da 56 blocchi di pietra, differenti l’uno dall’altro, che costituiscono la parte verticale e da altri 14 utilizzati per i bracci; ha base quadrata con lato di 2,5 metri ma lo spessore si restringe in altezza fino a 0,40 centimetri per dare un senso di immensità dell’opera. Entrati in chiesa ci si trova al cospetto di 21 arcate in pietra che si estendono a raggio partendo dall’altare e dal presbiterio, esse sono progressivamente decrescenti in luce e altezza dal sagrato verso la cappella dell’Eucaristia. L’altare rovesciato e posto in una posizione più bassa rispetto ai fedeli, denota che questo è il punto che si addice a Dio; alla sommità è presente una grande croce moderna in bronzo dorato illuminata da un cono di luce naturale che filtra da un’apposita apertura della copertura, la quale è realizzata utilizzando bellissime scandole in rame che con il passare del tempo cambiano il loro aspetto. La firma di Renzo Piano conferisce alla nuova chiesa un grande valore artistico per le scelte architettoniche, innovative ma sempre nel rispetto della simbologia cristiana. Artisti di fama mondiale come Domenico Palladino, Giuliano Vangi e Arnaldo Pomodoro hanno dato il proprio contributo per la realizzazione di sculture e arredi sacri. Palladino ha realizzato il portone in bronzo dell’ingresso liturgico; l’ambone (luogo della proclamazione della parola di Dio) a destra dell’altare porta la firma di Vangi, mentre Pomodoro ha realizzato la croce in bronzo sospesa sull’altare. Piano ha conferito al suo progetto un modo diverso di concepire lo spazio e l’utilizzo della pietra come unica chiave significativa del progetto.

Fonte: Sangiovannirotondo.it