La Basilica Paleocristiana di Siponto, tra illusione e realtà

Nel Parco archeologico di Siponto (Manfredonia) è da poco rinata una Basilica paleocristiana.

Penserete alla polvere di uno scavo, immaginerete il sudore sulla fronte di archeologi inginocchiati, pennelli e pennellini. Ma nulla di tutto ciò.

Quello a cui dovete pensare sono 4.500 mq di rete metallica elettrosaldata per 7 tonnellate di peso. Cosa c’entra questa massa metallica con una basilica paleocristiana? È presto detto.

Si tratta di una struttura metallica che si erge maestosa (è alta 14 metri) e ricostruisce idealmente i volumi dell’antica chiesa, ponendosi in ideale continuazione con l’attigua basilica medievale di Santa Maria Maggiore. Un’architettura virtuale e al tempo stesso reale che porta la firma di Edoardo Tresoldi, scenografo prestato all’arte.

Allo stupore che in un primo momento suscita nel visitatore l’articolato volume della struttura, si sostituisce presto dopo la piacevole sensazione di essere trasportati indietro nel tempo. La lettura di un sito archeologico risulta spesso difficile e a volte addirittura noiosa, in particolare per i non addetti ai lavori. L’opera realizzata da Tresoldi nel sito archeologico di Siponto ne rende più agevole e certamente affascinante la fruizione.

Ma è al calar del sole che resterete se possibile ancora più ammaliati: di notte grazie anche ad una illuminazione sapientemente studiata, La Basilica virtuale assume infatti un aspetto metafisico.

È l’abbraccio tra illusione e realtà. È l’arte.